Comunicato Stampa
Il segno della rinascita _ Gli Uffizi a Palermo
23 maggio – 19 luglio 2026
10 -19 tutti i giorni e altre aperture straordinarie
Museo del presente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino
Fondazione Falcone
Via Lincoln 71
Tra il 1992 e il 1993 Cosa Nostra ha posto al centro del suo sistema di comunicazione ricattatorio e mortale la violenza più cieca con lo strumento peggiore: le autobombe.
Infatti, le stragi come Capaci, via D’Amelio del 1992 e poi l’anno successivo con quelle dei Georgofili a Firenze, di via Palestro a Milano e infine di Roma, sono state eventi catastrofici, che hanno profondamente inciso sulla coscienza collettiva della nazione, con dolore, tentando di mutilare la democrazia.
Nel tempo, tuttavia, si sono verificati esempi di grande reazione civile, culturale e sociale unici: veri e propri segni di rinascita.
Il primo segno di rinascita, se possibile sintetizzarlo così, è stato il Maxiprocesso contro Cosa Nostra, sia nella sua specifica straordinaria performance democratica e giudiziaria, sia per il valore nel paesaggio della città, con la realizzazione dell’Aula Bunker. Palermo, in diretta RAI quotidiana e sui giornali, si trasforma da capitale immorale della mafia in capitale del coraggio e dell’antimafia.
Il secondo segno della rinascita di un’intera comunità nazionale sono quei lenzuoli esposti alle finestre e ai balconi, subito dopo le stragi di Capaci e di via D’Amelio, con le scritte a mano come dichiarazioni di parte: Palermo è nostra e non di Cosa Nostra.
Infine, le opere d’arte, ricostruite e recuperate, esempio di rinascita estrema, paziente, accurata, sapiente, come risposta all’attacco stragista del 1993, di via dei Georgofili, come poi a Roma e a Milano in via Palestro.
Il terzo segno di rinascita attraversa il più importante patrimonio di meraviglia. Queste sono le opere d’arte del passato, che recuperate hanno preso la rincorsa per un’intera Nazione e ora indicano la direzione da continuare a proseguire: la bellezza vince e la mafia perde.
Le opere in questione, tutte delle Gallerie degli Uffizi, sono Adorazione dei Magi di Gherardo delle Notti (1620 circa), con i due capolavori di Bartolomeo Manfredi I giocatori di carte e Concerto, con le copie coeve della metà del 1600, rappresentano per eccellenza quella ferita mai davvero sanabile dell’effetto della mafia sulla bellezza: sono opere cicatrici.
Con esse il grande patrimonio costituito dalla collezione Risarcimento, che con tutte le sue opere su carta è un esempio di partecipazione civile del mondo dell’arte. Non fu certo una ricerca di gloria di cronaca quella che spinse il collezionista Giuliano Gori o i Conti Panza di Biumo a lanciare un appello agli artisti del contemporaneo della metà degli anni Novanta, come Christo, Paladino, Arman, Isgrò, Rauschenberg, tra i tanti che risposero, bensì l’urgenza di costituire un atto politico, anche estetico, oltreché poetico contro la bruttezza della violenza mafiosa.
Questa azione che coinvolse artisti e collezionisti, in un’unica visione innovativa dal punto di vista civile costituì anche una piccola rivoluzione nel panorama storiografico dell’arte del Novecento.
Così l’insieme dei dipinti del passato recuperati e le opere di Risarcimento qui esposti sono uno specchio in cui riflettere l’Italia così come era e come adesso ha l’obbligo di proseguire ad essere, migliore, libera, coraggiosa dove i giovani e le scuole siano la prima linea di un progetto democratico senza ricatti mafiosi e terrore economico esercitato dai clan.
Per sempre.
Con il Museo del presente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino hanno reso possibile il progetto partner istituzionali e del mondo dell’impresa, dell’industria e del lavoro. Accanto alla Fondazione Falcone la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Mibac, il Ministero per lo Sport e i Giovani, il Ministero della Giustizia e dell’Interno e il Ministero della Difesa, la Commissione Parlamentare Antimafia, l’Agenzia Italiana per la Gioventù, la Fondazione Federico II, la Regione Siciliana, l’Assemblea Regionale Siciliana, la Città Metropolitana di Palermo, la città di Palermo, la Provincia Autonoma di Bolzano e in primo piano le Gallerie degli Uffizi.
ENI, Mitsubishi Electric Italia, Fondazione Conad, Plank, EDRA, Campeggi, Viabizzuno, Finollo, Alcea Spa., Scent Company, Confcommercio, CISL, Filca Cisl, PressR3, Eikon, Ceramiche Nicolò Giuliano, l’Associazione Nazionale Alpini di Bergamo, Associazione Nazionale Alpini della Val San Martino, tra i primi partner sociali e d’impresa che stanno rendendo possibile la realizzazione del progetto museale e la sua strutturazione a Palermo come nel resto del Paese.
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Le cravatte del coraggio
Con la storica azienda genovese, Finollo partner della Fondazione Falcone, è stato avviato un progetto speciale in esclusiva, dedicato alla passione dei due magistrati Falcone e Borsellino per le cravatte.
Falcone è stato un incredibile collezionista di papere, di diverso materiale e dimensione a significare il valore “delle papere”, degli errori che, se condivisi, aiutano la comunità a crescere e a progredire; Borsellino invece aveva la grande passione del ciclismo, del vento e delle salite e cosi due simboli, la papera e la bicicletta sono ricamate sulle cravatte in edizione straordinaria di Finollo e aiutano il progetto culturale.
Infatti, il ricavato degli acquisti delle cravatte speciali contribuirà allo sviluppo dei progetti genovesi e in Liguria, di design, d’arte contemporanea e recuperi urbani o di sartoria, come in questo caso, con l’Associazione Aria che da tempo opera con la casa circondariale femminile di Pontedecimo e il progetto, a cura di Alessandro de Lisi con Francesca Linke e Matteo Morra sarà reso pubblico in occasione del 23 maggio prossimo, anniversario della strage di Capaci.

