Per decenni il marchio è stato sinonimo di appartenenza: qualcosa da mostrare, da indossare come simbolo di successo e riconoscimento sociale. Oggi questo paradigma è profondamente cambiato. Lo conferma una recente indagine di Deloitte, secondo cui i consumatori di tutto il mondo – dall’Italia agli Emirati Arabi, dagli Stati Uniti al Giappone – non cercano più semplicemente un logo, ma un significato.
Il valore dell’autenticità
Il marchio, oggi, è percepito come garanzia di qualità, serietà e identità. È qualcosa che deve raccontare una storia, possibilmente legata a un territorio e a mani che sanno fare. Una tendenza che in Italia, patria dell’artigianato e del made in Italy, trova terreno fertile.
Chi sceglie un brand non lo fa più per “appartenere” a una classe sociale, ma per riconoscersi in un modo di essere. La territorialità, la trasparenza e il rapporto diretto con il cliente sono diventati valori centrali.
Dalla vetrina all’esperienza
Come spiega Francesca Linke, proprietaria dello storico Finollo di Genova, “il cliente oggi non desidera un oggetto da mostrare, ma un’esperienza da vivere”.
Ogni camicia, ogni cravatta, ogni capo nasce da un dialogo personale: un processo sartoriale in cui il cliente partecipa, sceglie, disegna, immagina. “Il valore – continua Linke – è nell’unicità di ciò che creiamo. Il lusso come status symbol è finito: oggi chi entra da Finollo cerca qualità, serietà, autenticità.”
Il ritorno al territorio
La ricerca Deloitte conferma questa tendenza: cresce la fiducia verso le realtà locali (+43,1%) e verso i marchi di nicchia (+39%). In un mondo dominato dal digitale, il contatto umano torna a essere un elemento di distinzione. Il consumatore vuole sapere chi c’è dietro un prodotto, come viene realizzato, e in quale luogo prende forma.
Per Finollo, che da oltre un secolo rappresenta l’eccellenza sartoriale genovese, questo è sempre stato il cuore del proprio lavoro: creare capi su misura che raccontano una città, una tradizione, uno stile di vita.
Un lusso consapevole
Il nuovo lusso non è più una corsa alla visibilità, ma un ritorno all’essenza. È l’emozione di possedere qualcosa di autentico, fatto apposta per sé, con cura e competenza.
In un’epoca in cui tutto è riproducibile, l’unicità diventa il vero status symbol.
E in questa unicità, Finollo continua a essere un punto di riferimento: un luogo dove il tempo si misura in gesti, dove la tradizione dialoga con il presente, e dove ogni cliente è parte di una storia che continua a essere scritta, filo dopo filo.
L’intervista completa:


